LA CHIAVE DELL’ASCENSORE

 

Date

7 Apr 2019

Orario

domenica 7 - 17:00

Testo di Agota Kristof compagnia Florian Metateatro / Accademia degli Artefatti.
Spettacolo di prosa a cura di Attodue

Nello spettacolo è messo in scena un sacrificio; il racconto, la statica e tutta verbale azione tesa a ristabilire una verità, coincide con una messa a morte. La verità si gioca nello spazio apparentemente ristretto che divide l’io e il tu di una coppia ; il gioco del sacrificio è esplicito perché la vittima, ribellandosi, lo esibisce. Anche la scena si mostra per quel che è; non solo un territorio separato, ma addirittura inaccessibile a chi non ha una certa chiave, uno speciale strumento, cioè uno speciale potere. Gran parte di ciò che accade e soprattutto di ciò che conta, accade fuori, altrove: la scena di Agota Kristof è un luogo di reclusione, uno spazio concentrazionario. Dove agiscono, mascherati da piccole situazioni intimiste, ampi cerimoniali di tortura e messa a morte. Alle vittime non resta che una chance, nel claustrofobico spazio che sono condannate ad abitare: far sapere che c’è un’altra versione dei fatti. Non c’è coraggio, virtù, grandezza nel conflitto che oppone la Moglie della Chiave dell’ascensore al Marito, e la mano del cielo che s’incarna nel compiacente medico di regime – del regime coniugale che vige nella stanza rotonda alla quale si può accedere solo con l’ascensore – sta all’abietto gioco delle circostanze. Ciò che salva la scena delle relazioni in atto dal perdersi definitivamente in una musica funebre è, appunto, un unico possibile gesto di coraggio che coincide con un gesto di disperata resistenza: la testimonianza di un’altra verità, la verità della vittima.

di Agota Kristof
traduzione di Elisabetta Rasy
con Anna Paola Vellaccio
allestimento e regia di Fabrizio Arcuri
assistente in scena Edoardo De Piccoli
assistente alla regia Francesca Zerilli
cura Giulia Basel
assistente alla produzione Marilisa D’Amico
foto di scena Roberta Verzella Tiziano Ionta
grafica Antonio Stella
una coproduzione
Florian Metateatro / Accademia degli Artefatti.


In collaborazione con