“Poteva accadere. Doveva accadere. È accaduto prima. Dopo. Più vicino. Più lontano. È accaduto non a te. Ti sei salvato perché eri il primo. Ti sei salvato perché eri l’ultimo… Ascolta come mi batte forte il tuo cuore.”
(Wisława Szymborska)
Atlas of Fallen Things esplora la caduta come postura esistenziale, gesto poetico e atto politico.
Gli elementi centrali sono il dialogo costante tra vita e morte, sogno, ricordo e immaginazione, percezione e riconoscimento dell’altro da sé. La caduta individuale si moltiplica in esperienza collettiva, attraverso frammenti poetici, suoni urbani e oggetti raccolti, trasformando il corpo in luogo di ascolto. È una resistenza collettiva: fragile, anarchica, viva.
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