Alaska è una pratica performativa che interroga la presenza, il sentimento e la dimensione collettiva attraverso una poetica della rarefazione. Nello spazio performativo corpi, suoni e temporalità disarticolano i dispositivi di accelerazione, visibilità e produttività, aprendo una zona percettiva in cui il sentire precede l’interpretazione. La performance è vissuta come paesaggio relazionale, dove la danza si manifesta come rito contemporaneo e dispositivo di ascolto, prossimità e possibilità.
In serata: Total Body 2.0, di Chiara Casiraghi