Lo spettacolo nasce da un progetto di Teatro come Differenza in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda USL Toscana Centro e realizzato con il contributo della Fondazione CR Firenze.
In occasione dell’ottocentenario della morte di San Francesco, l’iniziativa esplora il messaggio di attenzione agli “ultimi”. La figura del Santo, spogliata delle icone tradizionali, si radica nella scelta di farsi ultimo. Il suo cammino si intreccia con la verità di attori provenienti dalla salute mentale e affiancati da un giovane interprete.
La vulnerabilità francescana incontra il disagio psichico, trasformando il margine in centro. La povertà si fa essenzialità e la fragilità diventa forza poetica nel testo di Chiara Guarducci: un atto umano che ricorda come, da ciò che il mondo scarta, sia possibile ricostruire l’essenza dell’uomo.